Da Donna a Donna, Personal Shopping: Il mio Percorso Di Stile

Percorso di stile personalizzato: una storia vera di trasformazione

Perché cambiare non è mai immediato

Il mio percorso di stile non è mai immediato.
Non lo è perché, anche quando una donna mi chiama desiderando un cambiamento, il cambiamento vero ha bisogno di tempo.

Serve tempo per abituarsi a nuovi vestiti.
Ma soprattutto serve tempo per abituarsi a una nuova versione di sé.

Lei — la chiamerò così — è una donna indipendente, bella, con sogni chiari e una direzione precisa. Sa cosa vuole.
Eppure è la prima a non vedersi davvero.

Ha paura della sua forza, della sua potenza, della sua femminilità.
E così si nasconde: dietro vestiti che coprono, che smorzano, che non raccontano nulla di lei.

Quando, piano piano, inizio a mostrarle il suo corpo attraverso linee più pulite, più aderenti, meno fanciullesche e più dirette, all’inizio è scettica.
Si guarda e non si riconosce subito.

Poi succede qualcosa.
Ci prende la mano.
E si sorprende.

Si sorprende di quanto certi capi le stiano bene.
Di quanto il suo corpo, finalmente, parli.

La prima fase: il lavoro sul guardaroba

Il primo vero lavoro del percorso è sempre il guardaroba.

Lei ha uno stile bon ton, delicato.
Ma ciò che compra non la valorizza: la rende comune, una delle tante.

Il mio obiettivo non è stravolgere chi è.
È fare in modo che il suo stile diventi la sua comfort zone più potente:
blazer come alleato, linee che accompagnano il corpo, femminilità che emerge senza chiedere permesso.

Ho rimesso a fuoco la sua femminilità.
Le ho insegnato il valore del blazer — per me fondamentale per un look contemporaneo, moderno, chic.
Ho risaltato le sue forme.
L’ho resa più donna, più sicura, più personale.

Nella foto sopra potete vedere i suoi look di prima.
E qui quelli costruiti insieme.
La differenza si sente, prima ancora di vedersi.

La seconda fase: lo shopping (e lo stupore)

La prima giornata di shopping serve a me.
Io osservo, studio, provo.
Voi entrate in camerino e provate soltanto. Ferme, serene.

Lei si vede bella.
Diversa.

Mi dice che, senza di me, certi pantaloni non li avrebbe mai nemmeno considerati.
Li compra con stupore.

Il giorno dopo mi scrive:
“Mi sta tutto male. È tutto largo. Li voglio cambiare.”

Io rido.
Perché è normale.

Non è ancora abituata a guardarsi.
Non è abituata a mettere insieme l’outfit completo.

Le dico di aspettarmi.
Di indossare i capi esattamente come le ho mostrato: scarpe giuste, maglia giusta, proporzioni giuste.

Il giorno dopo va in ufficio così.
E arrivano i primi complimenti.
Proprio su quei pantaloni che voleva buttare.

Ride.
E mi dice che avevo ragione.

Il secondo giorno: la scoperta

Il secondo giorno di shopping la porto alla scoperta.

Per me è una fase fondamentale del percorso.
Non riguarda solo i vestiti, ma tutto ciò che costruisce immaginario, gusto, desiderio.

Conoscere, vedere, sapere.
Entrare in contatto con cose belle, chic, diverse, lussuose, internazionali.
Perché anche questo accresce l’autostima.
Allarga lo sguardo.
Fa venire voglia di uscire, di espandersi, di andare un po’ più in là.

Passeggiamo nella mia amata Via Vittoria.
Le faccio conoscere alcuni dei miei profumi del cuore, entriamo in Profumeria Campo Marzio, parliamo di fragranze importanti, riconoscibili, che lasciano il segno. Anche il profumo è identità. Anche il profumo racconta chi sei.

Poi, come succede spesso nei miei giri, ci sediamo alla Buvette.
Un caffè.
Una chiacchiera.
Un momento di respiro.

È uno dei miei momenti preferiti: quando il lavoro si trasforma in condivisione, in allineamento, quasi in amicizia.
Mi sento libera.
Sto facendo esattamente quello che amo.

Decido che gli stivali — la nostra shopping list — possono aspettare.
In quel momento a lei serve altro: guardare, osservare, capire.

Le chiedo se ha voglia di vedere la moda.
Non quella che conosce già, ma i negozi che, secondo me, sono perfetti per lei.

Mi dice di sì.
Perché non li conosceva.

Entriamo da Maje e impazzisce.
Proviamo tutto. Anche quello “troppo”.
Ridiamo, scherziamo, giochiamo.

Usciamo con acquisti meravigliosi, certo.
Ma soprattutto usciamo con una nuova voglia di esplorare.

E infatti, mentre camminiamo, mi chiede:
“Ma quali sono i posti a Roma dove andare, diversi da quelli in cui vado sempre?”

Ed è lì che capisco che qualcosa si è mosso davvero.

Il cambiamento ha iniziato a prendere forma.
Dai vestiti è arrivato ad altro.

Per ora sono solo negozi nuovi.
Posti nuovi.
Abiti nuovi.

Ma chissà dove potrà arrivare.

Il cambiamento non riguarda solo ciò che indossi.
Riguarda come ti guardi, cosa scegli, dove ti permetti di andare.

Il percorso di stile è questo:
tornare a te, con più consapevolezza.

Se senti che qualcosa dentro di te si sta muovendo,
scrivimi.
Lasciami i tuoi dati e conosciamoci.

Una risposta

  1. Ho contattato Veronica dopo averla vista in un video sui social. Un po’ per curiosità, un po’ perché avevo voglia di vedermi diversa, mi sono detta “Proviamo”.
    Dall’altra parte del telefono ho trovato una persona alla mano, gentile, super disponibile. Molto diversa da come me l’ero immaginata.
    Ho iniziato questo percorso con tante perplessità ma tanto entusiasmo. E Veronica, con il suo modo diretto (che adoro), ha bocciato senza mezzi termini look che io ero convinta fossero perfetti per me. Alcuni li difendevo pure! 😅 Ma aveva ragione lei.
    Tra sessioni di shopping e un lavoro serio sul mio guardaroba, ho iniziato a vedermi con occhi diversi. Più femminile, più valorizzata, più a mio agio con me stessa. E no, non pensavo sarebbe successo davvero.
    Poi sono arrivati i complimenti di colleghi e amici, completamente inaspettati.
    Sì, parliamo di estetica, ma l’estetica, quando è fatta bene, è parte del cambiamento e per me è un pezzo del lavoro che sto facendo su di me.
    Grazie di cuore, per la tua onestà, per lo sguardo che hai su di me e per il lavoro che fai. E ora sta a me mettere a frutto i tuoi insegnamenti, la paura di sbagliare è dietro l’angolo ma so che se tendo una mano ci sei. ❤️

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