Dal Le Smoking di Yves Saint Laurent al matrimonio di Dua Lipa: la storia del tailleur che ha cambiato le regole.
C’è stato un tempo in cui il potere aveva un’uniforme.
Era scuro.
Sartoriale.
Maschile.
Le donne potevano essere eleganti.
Affascinanti.
Seducenti.
Ma raramente venivano associate all’autorità.
Poi, nel 1966, Yves Saint Laurent cambiò le regole.
Presentò Le Smoking.
Un capo destinato a entrare nella storia della moda.
Ma la sua vera rivoluzione non era una giacca.
Era un’idea.
L’idea che una donna potesse appropriarsi dei simboli del potere senza rinunciare alla propria identità.
A sessant’anni di distanza, quella visione continua a sembrarci sorprendentemente contemporanea.
La ritroviamo nel matrimonio di Dua Lipa.
La ritroviamo nelle donne che ogni mattina entrano in ufficio, in una riunione o in una stanza importante senza
sentirsi costrette a scegliere tra ciò che sono e ciò che il mondo si aspetta da loro.
Forse il vero progresso non è stato permettere alle donne di assomigliare agli uomini.
Forse il vero progresso è aver dimostrato che non era necessario.

ICONA DELLA SETTIMANA : DUA LIPA
Ho scelto Dua Lipa come icona della settimana per un motivo molto preciso.
Quando ho visto le immagini del suo matrimonio, la prima cosa che ho pensato non è stata “che look audace”.
Ho pensato:
Questa sì che è una donna.
Perché c’era qualcosa in quell’immagine che andava oltre la moda.
Il completo Schiaparelli color avorio.
Il cappello oversize straordinario.
L’eleganza.
La sicurezza.
La naturalezza con cui sembrava occupare il proprio spazio.
E immediatamente ho pensato a Bianca Jagger.
Al suo iconico matrimonio del 1971.
A Yves Saint Laurent.
A una donna che aveva avuto il coraggio di riscrivere le regole.
Perché la vera eleganza non le rispetta mai completamente.
Le interpreta.
Le trasforma.
A volte le riscrive.
Ed è forse proprio questo che mi affascina di quelle immagini.
Non la provocazione.
Non il desiderio di stupire.
Ma la libertà di scegliere una strada diversa senza doverla giustificare.

BRAND DELLA SETTIMANA : YVES SAINT LAURENT
Sessant’anni dopo, stiamo ancora parlando di Le Smoking.
E credo che il motivo non sia la moda.
La moda cambia.
Le tendenze passano.
Le silhouette si trasformano.
Le Smoking, invece, continua a sembrarci contemporaneo.
Forse perché Yves Saint Laurent non aveva creato semplicemente una giacca.
Aveva intercettato un cambiamento culturale.
Nel 1966 prese uno dei simboli più evidenti del guardaroba maschile e lo reinterpretò per il corpo femminile.
Non per trasformare le donne in uomini.
Ma per dimostrare che autorevolezza e femminilità potevano convivere.
Una visione che continua a vivere ancora oggi nelle collezioni di Anthony Vaccarello.
Spalle strutturate.
Linee impeccabili.
Giacche indossate senza nulla sotto.
L’eleganza maschile che incontra la sensualità femminile.
Ed è forse proprio qui che si nasconde il segreto di Saint Laurent.
Trasformare un simbolo tradizionalmente associato al potere in qualcosa di profondamente femminile.
Perché Le Smoking non rappresenta una tendenza.
Rappresenta un’idea.
L’idea che una donna possa occupare spazio senza rinunciare alla propria identità.
Che possa essere autorevole senza diventare dura.
Elegante senza chiedere il permesso.
E se continui a leggere, ti mostrerò alcuni dei brand che oggi reinterpretano il completo più iconico e sensuale della storia della moda attraverso una nuova idea di sartorialità: più femminile, più contemporanea e più vicina alla vita reale.

COPERTA DELLA SETTIMANA : THE ANDAMANE
Se Yves Saint Laurent ha immaginato una nuova idea di femminilità, The Andamane è uno dei brand che oggi
continua a parlare quella stessa lingua.
Mi piace perché interpreta il tailoring in modo contemporaneo.
Blazer dalle linee decise.
Completi sartoriali riletti con leggerezza.
Una sensualità presente, ma mai ostentata.
The Andamane racconta una donna che non ha bisogno di imitare i codici maschili per sentirsi autorevole.
Una donna che sceglie di reinterpretarli.
Di renderli propri.
Di trasformarli in qualcosa di profondamente femminile.
Ed è forse proprio questo che mi affascina del brand.
La capacità di unire presenza ed eleganza.
Forza e leggerezza.
Potere e femminilità.
Senza mai costringere a scegliere.

CAPO DELLA SETTIMANA : IL TAILLEUR DEL BRAND SOLOTRE
Se c’è un capo che rappresenta questa edizione di THIS WEEK, è il tailleur sartoriale.
Per molto tempo è stato associato al mondo del lavoro e a un’idea di eleganza piuttosto rigida.
Oggi è qualcosa di completamente diverso.
È moda.
È femminilità.
È sensualità.
Forse è anche per questo che continua a esercitare un fascino così potente.
Mi piace quando viene indossato con naturalezza, proprio come nelle ultime collezioni di Yves Saint Laurent.
Una giacca impeccabile.
Nulla sotto.
Linee pulite.
Un equilibrio perfetto tra rigore e seduzione.
Tra i brand che interpretano bene questa idea c’è Solotre.
Mi piacciono i suoi tailleur perché riescono a essere contemporanei senza perdere eleganza.
Hanno quella leggerezza che rende la sartoria meno formale e più vicina alla vita reale.
Perché oggi il tailleur non serve più a nascondere la femminilità.
Forse il suo fascino nasce proprio dal contrario.
Dalla capacità di esaltarla.

SCOPERTA DELLA SETTIMANA
THE ANDAMANE
Nell’edizione dedicata a Potere & Femminilità, ho scelto Co.Ro.
Un brand romano indipendente fondato da due architette che hanno trasformato la città in gioiello.
Mi affascina il modo in cui le loro creazioni prendono ispirazione dall’architettura e la trasformano in qualcosa di personale da indossare ogni giorno.
Linee geometriche.
Forme essenziali.
Una bellezza che non ha bisogno di essere eccessiva per farsi notare.
Proprio come il tailleur di Yves Saint Laurent, anche i gioielli Co.Ro. parlano di presenza.
Non decorano semplicemente un outfit.
Lo completano.
Lo definiscono.
Perché a volte sono proprio i dettagli a raccontare chi siamo.
La cosa piu importante nello stile e’ saper
scegliere accessori che non seguano le tendenze, ma che esprimano una personalità.
Se Yves Saint Laurent ha insegnato alle donne che autorevolezza e femminilità possono convivere, The
Andamane interpreta quella stessa idea in una chiave contemporanea.

DA DONNA A DONNA
C’è qualcosa della tua femminilità che per anni hai pensato fosse un limite?
La tua sensibilità.
La tua dolcezza.
La tua empatia.
Il tuo desiderio di prenderti cura degli altri.
La tua capacità di ascoltare.
La tua eleganza.
Per molto tempo molte donne hanno imparato a nascondere queste qualità.
A considerarle meno importanti.
Meno utili.
Meno autorevoli.
Io credo il contrario.
Credo che il vero progresso inizi quando smettiamo di vedere la nostra femminilità come qualcosa da correggere.
E iniziamo a riconoscerla come una risorsa.
Come una forza.
Come una parte preziosa della nostra identità.
Perché non c’è nulla di potente nell’assomigliare a qualcun altro.
C’è qualcosa di profondamente potente nell’avere il coraggio di essere sé stesse.
E forse è proprio questa la rivoluzione più bella.
Non dover più scegliere tra essere rispettate ed essere donne.
Poter essere entrambe le cose.
Fino in fondo.
